Alla misteriosa corte del faraone Akhenaton cresce Keper, figlio dell’esule principessa Priamia, accanto a Tutankhamon. La sua infanzia spensierata viene travolta da un incendio doloso che distrugge la città di Akhet-Aton, uccidendo Akhenaton e Priamia. Il regno cade nelle mani dei perfidi sacerdoti, desiderosi di riaffermare il loro vecchio potere. Dopo anni di addestramento, Keper torna alla corte che l'ha cresciuto come valorosa guardia del corpo del faraone Tutankhamon. Qui incontra Neftis, dama di compagnia della regina, che gli ruberà il cuore. Tra campagne, guerre e intrighi, Keper protegge la coppia reale e affronta pericoli inimmaginabili. In un viaggio che li porta oltre i confini del regno, tra tempeste di sabbia e terre lontane, Keper e Neftis dimostrano coraggio e lealtà, custodendo un prezioso segreto del regno.
Leggiamo l'articolo scritto sul libro a cura del suo autore Andrea Andrea Fumagalli:
"È normale e frequente che si chieda all’autore di presentare il proprio romanzo, ma è altrettanto comprensibile che proprio lui sia la persona meno adatta a ricoprire questo ruolo.
Dunque, pur firmando questo articolo, lascerò che il mio romanzo si presenti da solo perché è lui che leggerete, che criticherete, che amerete o che non finirete di leggere perché non di vostro gradimento.
Non importa chi io sia, è irrilevante il mio volto come la mia persona e secondari sono i motivi che mi spingono a scrivere. Ciò che conta è solo ciò che si legge: ritrovarci riflessi tra le righe, sperare che quel personaggio non muoia, entrare in empatia con l’incedere degli eventi e forse arrabbiarci, meravigliarci o commuoverci.
La riflessione, la sperimentazione, come lo chiamavano i poeti ellenistici e latini, il labor limae, il lavoro di lima, il leggere, rileggere, pensare, ripensare, cercare verifica nelle fonti o lasciare che le fonti ti colpiscano dal passato, sono la colonna portante di “Keper”, ma non può e non deve essere solo questo.
Una nuova luce solcherà i cieli d’Egitto, nuove ombre oscureranno la storia quando quel giorno il sole si era palesato, appoggiando dolcemente i suoi primi raggi su un Iteru in lutto: il Faraone Amenhotep, terzo del suo nome, era morto… l’alba di quel giorno avrebbe potuto sancire il tramonto di un’era.
Principe senza regno, figlio ma non erede, fratello ma non di sangue, Keper con il khoepesh in spalla e la famiglia nel cuore affronta il suo viaggio…
Una storia d’amore immortale quando, dopo una breve pausa in cui i suoi occhi si accesero di speranza, proseguì: «Tu ne hai forse notizia?». All’udire quel nome e nel vedere quello sguardo, Abigaille ebbe un sussulto: non solo le era concesso il previlegio di ridare vita a un padre, ma poteva finalmente sentirsi a casa. Si alzò e lo guardò negli occhi sorridendogli. «Tua figlia è viva» disse lentamente, trattenendo a fatica un pianto riservato a quell’uomo. «Io l’ho conosciuta ed ora è promessa sposa di un uomo onesto e onorevole. Lei è una bellissima donna»…
La crudeltà delle battaglie più feroci e intrighi di potere dove egli si stava rivelando un nemico pericoloso, anche lui faceva parte di quella stirpe maledetta. Forse c’era lui dietro quelle morti misteriose a palazzo? Bisognava agire il prima possibile.
Il dolore del sacrificio estremo e quella fu la lezione più difficile che il maestro dovette impartire all’allievo: accettare una perdita e proseguire per la propria strada, custodendo gelosamente il passato nel proprio cuore…
I grandi personaggi nella loro intimità: quel viso rotondo dagli zigomi leggermente accentuati era contratto, i suoi lineamenti delicati erano imprigionati nel dolore, tanto da sembrare i tratti di un uomo più anziano. Il Faraone ansimava, il suo petto sembrava stesse per esplodere. Lasciò cadere a terra la sua corona Nemes e il bastone come se per lui non avessero più alcun significato e crollò sul ventre della sua sposa singhiozzando…
Dar voce ai silenti che in prima linea hanno fatto la storia sotto gli elmi conici dei guerrieri di Suppiluliuma e i copricapi imbottiti delle guardie del Faraone, vi erano uomini comuni e umili, che nonostante potessero diventare nemici da un momento all’altro, in realtà non erano così diversi… Era in piedi, circondato dai suoi soldati. Difficile realizzare che fosse veramente finita… In un silenzio surreale, Tutankhamon Faraone di Khemet, si tolse l’elmo guardando ciascuno di loro, chi in piedi, chi a terra: loro erano la vera storia… Lui li ricordava tutti: quello più vicino, steso a terra, con una freccia conficcata nell’occhio, tornato a casa avrebbe voluto continuare l’attività di famiglia pascolando le capre nella sua campagna. Quell’altro, poco lontano, avrebbe voluto fare carriera e cercare di entrare nell’esercito regolare. L’altro accasciato era stato esiliato dal suo villaggio per fuggire dalla rappresaglia dell’uomo promesso sposo della donna che lui amava; sapeva che avrebbe voluto dichiararsi e prenderla con sé. Tutte le sere parlava a qualcuno di lei, di quanto fosse bella e di quanto l’amasse…
E quando tutto sembrerà deciso, qualcuno rivoluzionerà la storia; un uomo capace di affrontare la parte più oscura di sé stesso, come un falco avrà il coraggio di tuffarsi, proverà la sensazione di libertà durante il volo sperimenterà l’astuzia dell’entrare in acqua e troverà la forza di risalire…
I silenti dalle pieghe della storia grideranno a gran voce un solo nome: Keper.
Buona lettura!"
Andrea Fumagalli, nato a Desio nel 2000, è un giovane archeologo prossimo alla specializzazione in egittologia. Laureato in violino e da sempre appassionato di Antico Egitto, oltre al lavoro sul campo in diverse spedizioni archeologiche, coltiva la sua passione di giovane scrittore. Affascinato dalla possibilità di dar voce a un passato lontano, che però ha vissuto delle stesse emozioni e sentimenti insiti ancora oggi nell’uomo moderno, Andrea ci mostra, in questo suo primo romanzo, il fascino intramontabile di un Antico Egitto tanto intimo quanto guerriero.

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