20/01/26

La brutta cosa

Articolo a cura dell'autrice del libro, Agnese Marconi, e dell'illustratrice Tiziana Tosi, che ne ha curato le immagini

Camilla ha combinato un guaio e non sa come fare a dire la verità, fino a quando un enorme elefante compare nel suo giardino. Avrà buone intenzioni? Aiuterà la bambina a risolvere il pasticcio? In fondo non sembra così cattivo…

COME NASCE QUESTO ALBO ILLUSTRATO?

AGNESE: Mi sono spesso domandata come affrontare il senso di colpa che si crea nei bambini e nella bambine quando si pensa di aver combinato un guaio. Si crea in loro un dilemma: dire la verità o cercare di nascondere tutto? Essere in bilico tra la paura del rimprovero e quella di non essere perdonati può generare un peso sul cuore, proprio come un grosso elefante. Ho provato allora ad immaginare di incontrare il senso di colpa: che forma ha? Quale colore? Quali sentimenti ci fa provare? Ma soprattutto di cosa ci parla? Allora forse dialogare con esso può essere un primo passo per non averne più così paura, per trovare quelle parole che sembravano spaventose, ma che in realtà lo erano perché non riuscivamo a pronunciarle. Il finale è proprio per far intendere a chi lo leggerà che non è sempre vero ciò che immaginiamo ci diranno dopo aver fatto un pasticcio, anzi spesso ci lasciano di stucco.

COME NASCE LA VOSTRA COLLABORAZIONE?

AGNESE: La collaborazione con l’illustratrice Tiziana Tosi è nata dall’amicizia di una vita, parte da quando frequentavamo la stessa classe alla scuola superiore, mentre sognavamo il futuro piene di speranza. Da sempre sono innamorata della sua arte e della sua poetica nell’illustrazione perché sa arricchire di altri significati quelle parole che sembrano averne solo uno. Ecco allora apparire nella storia il lucchetto senza chiave, le perle scure come lacrime, le scale per scendere nel profondo e il vestito fatto di parole che illumina il volto di Camilla sul finale. Lei ha saputo dare immagini a pensieri che non sapevo di stare trasmettendo scrivendo.

TIZIANA: Ho apprezzato subito la profonda ironia del racconto di Agnese. Fin dalla prima lettura mi sono affezionata ai protagonisti della storia, in particolare all’elefante blu che la piccola Camilla deve affrontare. Tutto l’impianto narrativo delle illustrazioni, però, è nato dal disegno delle lacrime della piccola protagonista. Mentre coloravo lacrime azzurre e trasparenti, mi sono chiesta: di che colore potrebbero essere le lacrime che si versano quando si prova un forte senso di colpa? Lacrime così cariche di fatica e sofferenza non possono di certo essere azzurre. Da questa riflessione è nata l’idea di lavorare sulle lacrime di colori diversi, lacrime scure e pesanti, che dagli occhi di Camilla scorrono di pagina in pagina. La portano ad affrontare le proprie paure e i propri errori, con coraggio e tenerezza, fino ad arrivare a mettere a posto ogni cosa. 

Può sembrare un finale scontato ma non lo è. Non dimenticate che di mezzo c’è un pachiderma blu! Anche illustrare Lui è stato un processo molto intuitivo e divertente: ci sono momenti in cui ho giocato con le immagini della teiera e dell’elefante…anzi, provate a indovinare: in copertina, dentro all’armadio, chi si nasconde? 

ECCO APPUNTO PERCHÈ QUESTA COPERTINA?

TIZIANA: Nel disegnare la copertina mi sono chiesta: dove si vanno a nascondere i sensi di colpa? Nei cassetti? Vicino ai sogni da realizzare, no di certo. Sotto al letto accanto ai mostriciattoli, non credo proprio…mi sono immaginata che possano nascondersi negli armadi. Lasciano aperta un’anta perché sono indecisi se uscire o stare chiusi dentro di noi. 

Un lucchetto senza chiave li custodisce per lo stesso motivo: posso scegliere come trasformare un senso di colpa. È possibile farlo. Questo libro ci dà un piccolo aiuto per imparare a trasformare LA BRUTTA COSA…in UNA COSA BELLISSIMA.

LA BRUTTA COSA: PERCHÈ QUESTO TITOLO?

AGNESE: Il titolo nasce in realtà da una lettura estiva, Shining di Steven King, dove il piccolo Danny utilizza questo termine per un segreto che non si può rivelare. Mi è sembrato così puro e vero nel linguaggio dell’infanzia che ho voluto inserirlo nella storia. Certo non consiglio la lettura di questo libro ai nostri giovani lettori e lettrici, ma mi è sembrato giusto omaggiare il Maestro delle Paure con questa piccola citazione.

COSA VOLEVATE TRASMETTERE CON QUESTO LIBRO?

AGNESE: Questo libro è dedicato proprio alla capacità che hanno le persone a noi più care di trasformare le cose brutte in cose belle, ma anche al coraggio di affrontare i nostri timori più segreti. Volevo raccontare come l’idea di punizione e di giudizio può cadere in mille pezzi incontrando la verità, che ci fa tornare a sorridere e a sentire l’affetto profondo. Volevo dire ai bambini e alle bambine che da ciò che si rompe se ne può ricavare qualcosa di più prezioso. Bisogna seminare nel terreno le parole più difficili affinché possano fiorire a nuovi significati.

Mi piaceva anche raccontare il ruolo speciale che hanno i nonni nelle vite dei loro nipoti, la tenerezza che trasmettono con la loro saggezza e il loro amore infinito, che mai li abbandonerà. A volte capita che qualcuno di loro non ci sia più, che ci sia rimasto un oggetto molto caro in sua memoria, ma dobbiamo ricordare, appunto, che è solo un oggetto. L’essenza del ricordo di una persona amata non svanisce se l’oggetto si rompe o si perde, poiché ha basi molto più solide nel nostro cuore.

TIZIANA: Amo le storie in cui si parla della grande facoltà degli essere umani di trasformare gli eventi. Amo le storie in cui la luce e l’ombra si intrecciano, dove l’una non può esistere senza l’altra. Credo che siano storie che possono aiutare a crescere e riflettere i bambini, ma anche gli adulti. 

In questo piccolo libro è nascosto questo messaggio: non abbiate timore, aprite quella porta, affrontate l’elefante blu che si nasconde dietro ad essa…potrebbe diventare il vostro più caro amico. 

Dentro a quell’armadio potrebbe nascondersi una luce bellissima.

Agnese Marconi laureata in filosofia e specializzata in Philosophical Counseling presso la scuola SSCF a Torino, è insegnante presso l’Ente di formazione Simonini a Reggio Emilia, dove insegna italiano e segue i progetti di inserimento lavoraAvo per persone con disabilità. Coordinatrice per l’associazione di persone con disabilità “Il Giardino del Baobab” di Reggio Emilia, ne cura le pubblicazioni.

Tiziana Tosi vive e lavora a Reggio Emilia. È insegnante di italiano e arte per la fascia d’età dai sei ai dieci anni. Fin da bambina disegna e scrive; negli ultimi anni ha riunito le competenze in ambito educativo e le formazioni artistiche in un’unica grande passione: l’illustrazione e l’ideazione di storie per bambini. Alcune di queste stanno sono state pubblicate e hanno ricevuto riconoscimenti nell’ambito di premi letterari.










19/01/26

Atinamu - I figli dei due mondi

 

Sul pianeta Gaia il popolo degli Atinamu vive un’Età dell’Oro, ma tramite un abile raggiro gli oscuri servi della Nube convincono parte della popolazione a vivere sotto la superficie del pianeta, creando sette città sotterranee. Passano i secoli, e la mano del destino crea l’incontro tra il Mondo Esterno e il Mondo Sotterraneo, risvegliando negli abitanti delle grotte il desiderio di rivedere la luce del sole. Coloro che anelano alla libertà sono sostenuti e aiutati dalla Sorellanza delle Musicanti, dalla comunità dei Trovatori e dai Monaci Shinay. Un viaggio avventuroso, denso di percorsi simbolici e colpi di scena.

Ecco cosa ci ha raccontato l'autrice del libro, Daniela Ballardini:

“Atinamu - I figli dei due mondi” è il secondo romanzo della mia trilogia fantasy intitolata “I Costruttori di Sistemi”, saga dove ogni volume può essere letto senza necessariamente gli altri, sebbene le tre storie abbiano elementi, personaggi e scenari in comune. 

L’opera si forma in un calderone (che si può tranquillamente immaginare in mezzo a un cerchio di querce antiche, in una foresta della Bretagna o dell’Inghilterra) dove vengono rimescolati ingredienti che parlano del cammino della mia vita: la laurea in Filosofia, il desiderio profondo, fin da giovanissima, di sondare i misteri dell’universo, (interiore ed esteriore), un percorso spirituale cominciato a sedici anni e tutt’ora attivo, la mia grande passione per storie fantasy e di fantascienza, che parlano di esploratori e di avventure in mondi sconosciuti. 

Poi c’è l’onnipresente lotta tra bene e male, accompagnata dalla certezza profonda che la Luce, che è “l’amor che muove tutte le cose”, ci attende alla fine del viaggio, con un sorriso radioso e le braccia aperte. Momento in cui comprendiamo che male e bene non sono che modi per esprimere il dualismo vissuto quotidianamente da ognuno di noi, e che possiamo incontrare quella splendida figura di Verità solo quando andiamo oltre le categorie del male e del bene. Perché, se non ci fosse l’oscurità, come potremmo vedere la luce? Se non ci fossero le prove, gli ostacoli, i problemi, in quale maniera potremmo evolvere e diventare esseri sempre più complessi e magnifici, arricchiti di infinite informazioni che fanno di noi i figli del Tutto?

Questo è il leitmotiv del romanzo, espresso anche dalla dedica che apre la lettura: “all’umanità in cammino verso la sua gloria”. Attraverso la fitta simbologia che si incarica di esprimere materialmente ciò che non può essere visto con gli occhi, attraverso l’avventura, il percorso iniziatico dell’eroe, le riflessioni esistenziali che portano maggiore consapevolezza, traspare in “Atinamu – I figli dei due mondi”, una certezza che nel tempo non ha fatto che crescere: nonostante la sofferenza, le notizie terribili, il male di vivere, le brutture di cui è capace l’essere umano, è pur vero che il suo scopo esistenziale rimane quello di essere un ponte tra Terra e Cielo, con la possibilità, in qualsiasi momento della sua vita, di risvegliarsi e scegliere il Buono, il Bello e il Vero come compagni sulla Via.


                                                                   

Daniela Ballardini

Daniela Ballardini nata a Cesena nel 1967, lavora e vive a Reggio Emilia. I suoi spiccati interessi per la ricerca interiore e la conoscenza di sé caratterizzano i suoi scritti e le sue attività nel campo delle discipline olistiche e di risveglio della coscienza. Con il Ciliegio ha pubblicato Il fabbricante di colori.



15/01/26

La pozzanghera

 


Due fratellini si imbattono in una misteriosa pozzanghera piena di colori. Tibbi ci salta dentro e sparisce. Milo risale allora un rivolo colorato che la alimenta e arriva alla catapecchia di uno strano pittore-mago, a cui chiede aiuto. Cosa è successo? Tibbi è finito in uno dei dipinti e per liberarlo occorre farlo passare di nuovo attraverso l’acqua. Per indicagli la strada, il pittore modifica il dipinto. Intanto Tibbi vaga nel meraviglioso giardino alla vana ricerca di una via d’uscita...

Il racconto è seguito da un coloratissimo manuale di acquerello per bambini.

Ecco cosa ci ha raccontato l'autrice Anna Cancellieri sul suo libro:

"Il modo in cui si formano le idee è abbastanza misterioso. Nel mio caso a formarsi in maniera misteriosa sono le immagini, tanto che a volte mi definisco da me stessa “visionaria” (non nel senso che “vedo” angeli e santi, sia chiaro).

Questo racconto è nato proprio così, da un’immagine a sua volta generata da una foto: un bambino in tenuta estiva che corre per strada.

Ecco com’è andata: un giorno la sua mamma mi mostra questa foto, in cui non c’era niente di strano se non la posizione del bambino, che correva guardando in terra come se ci fosse chissà cosa (non c’era niente di niente).

Click.

Nella mia mente si forma all’istante l’immagine che vedete in copertina, con il ragazzino nella stessa identica posizione, lo sguardo in giù, verso qualcosa di davvero inspiegabile: una pozzanghera colorata.

L’ho dipinta con gli acquerelli e ora è appesa a una parete della mia casa. È rimasta lì per anni. Nel frattempo il bambino, di cui sono la madrina, è cresciuto.

Poi qualcuno mi dice: “Perché non scrivi una storia sui tuoi dipinti? Sembrano illustrazioni di un racconto.”

È vero, molti dei miei dipinti contengono in sé una narrazione che a volte io stessa devo decifrare.

Ho raccolto la sfida. Un disegno con dentro Acqua misteriosa, colorato con gli Acquerelli, non poteva che essere un’Avventura con dentro Arte (che è davvero una cosa magica).

E così nasce una storia piccola, in cui l’Arte è esplorazione e scoperta, meraviglia e passione.

Mentre scrivevo è successa un’altra stranezza: quasi a mia insaputa, il vero protagonista del racconto non era più il bambino della copertina, ma il suo fratellino coraggioso e determinato. Senza rendermene conto ho costruito i due personaggi rispettando anche i caratteri dei bambini reali: uno impulsivo e “terremoto”, l’altro riflessivo e osservatore.

Poi c’è il pittore-mago, ma quello lo lascio scoprire al lettore.

Alla fine è stato quasi scontato completare con un piccolo manuale di acquerello un racconto il cui ingrediente principale sono acquerelli magici.

Due testi in uno… come farlo capire a chi lo prende in mano per la prima volta? Facile: basta farne un libro “sottosopra”, da poter capovolgere per ricominciare a leggere dall’altro lato.

Beninteso, io credo davvero che gli acquerelli siano magici. Sarà una mia  fissa, ma anche nel mio YA “Il libro dei colori” ci sta un manuale di acquerello che contiene una magia impercettibile e potente.

La magia forse è proprio questa: dare forma alle proprie visioni.

Anna Cancellieri


Anna Cancellieri laureata in Fisica, diplomata in pianoforte, acquerellista e illustratrice, videomaker. Ha contribuito alla sua formazione artistica anche l’amore per la danza. È iscritta a ICWA e da anni partecipa a incontri con alunni della scuola primaria e secondaria. Vive a Roma. Ha pubblicato: La guerra dell’acqua (il Ciliegio), Il libro dei colori (goWare), La Casa delle Risposte (Macchione, Premio Morselli 2018), 6 disegni a caccia di avventure e 6 disegni e l’occhio del demonio (Alcheringa).