Il rapporto fra il cane Martino e i suoi “familiari” Alina e Giovanni entra in crisi quando gli affidano l’incarico di stanare una talpa che sta devastando il giardino. In difficoltà perché non sa di che animale si tratti, il cagnolino chiede informazioni a chiunque. Poche sono le notizie rassicuranti che riceve, molte quelle che lo spaventano.
Quando, finalmente, gli capita di vedere la talpa, si rende conto di quanto punti di vista diversi possano dare valutazioni discordanti della realtà. Un libro che parla della paura di ciò che non si conosce, del timore di perdere gli affetti, di solidarietà, amicizia, gioia nel fare del bene.
Martino e la minaccia sotterranea: una storia nata insieme ai bambini
Articolo a cura di Franca Monticello, autrice del libro.
Ho accolto con immensa gioia l’uscita di Martino e la minaccia sotterranea, un libro al quale mi lega una bella esperienza vissuta anni fa in una scuola primaria.
Roberta, insegnante di italiano in due classi quarte, con una quarantina di alunni in tutto, un giorno mi chiede: «Tu che sei una scrittrice, avresti qualche idea per aiutarmi a far amare di più i libri ai miei alunni?»
Mi si accende una lampadina: perché non far vivere ai bambini l’esperienza di essere autori, scrivendo insieme un libro? Roberta accoglie con entusiasmo la proposta, e i bambini si dimostrano altrettanto entusiasti quando presento loro il progetto.
Comincio così a scrivere la storia di Martino, un cane alle prese con una richiesta insolita da parte dei suoi padroni: catturare una talpa che sta devastando il giardino. Ma Martino non sa nemmeno che animale sia una talpa! Spaventato dall’incarico, il cagnolino si rivolge agli animaletti che vivono nel giardino per chiedere informazioni.
Quando leggo l’incipit in classe, i bambini sono incuriositi e vorrebbero conoscere subito il seguito. Ma il seguito non c’è: saranno proprio loro a inventarlo!
Divisi in dieci gruppi e coordinati dall’insegnante, i bambini si mettono al lavoro: scelgono quali animali inserire nel racconto, ne studiano le caratteristiche e le abitudini di vita e inventano le avventure di cui saranno protagonisti quando incontreranno la talpa, finendo per spaventare ancora di più il povero Martino.
Ne nascono storie simpaticissime, ricche di fantasia e di trovate divertenti. Tocca ora a me collegarle fra loro, dando al racconto una struttura organica. Arrivare al libro è un lavoro impegnativo che occupa un intero quadrimestre, ma regala a tutti grandi soddisfazioni.
Non ho mai accettato l’idea che questa storia, nata dalla collaborazione con i bambini, rimanesse confinata tra le mura della scuola in cui aveva preso vita. Per questo, nel tempo, ho modificato e rielaborato il testo, adattandolo alle esigenze editoriali.
Eppure, ogni volta che lo rileggo, sento ancora le voci di quei bambini e rivedo i loro sorrisi. Sono ormai grandi, ma sono sicura che ricordino quell’esperienza. Mi piace pensare che, anche grazie a Martino, abbiano imparato ad avvicinarsi ai libri con maggiore curiosità e ad amarli un po’ di più.
Ora, grazie alla casa editrice Il Ciliegio, che ha pubblicato il libro, spero che tanti bambini possano appassionarsi alla storia di Martino e che tanti insegnanti possano trovare in questa esperienza lo spunto per sperimentare nuove strade per trasmettere ai propri alunni la passione per la lettura.



