Articolo a cura dell'autrice del libro, Agnese Marconi, e dell'illustratrice Tiziana Tosi, che ne ha curato le immagini
Camilla ha combinato un guaio e non sa come fare a dire la verità, fino a quando un enorme elefante compare nel suo giardino. Avrà buone intenzioni? Aiuterà la bambina a risolvere il pasticcio? In fondo non sembra così cattivo…
COME NASCE QUESTO ALBO ILLUSTRATO?
AGNESE: Mi sono spesso domandata come affrontare il senso di colpa che si crea nei bambini e nella bambine quando si pensa di aver combinato un guaio. Si crea in loro un dilemma: dire la verità o cercare di nascondere tutto? Essere in bilico tra la paura del rimprovero e quella di non essere perdonati può generare un peso sul cuore, proprio come un grosso elefante. Ho provato allora ad immaginare di incontrare il senso di colpa: che forma ha? Quale colore? Quali sentimenti ci fa provare? Ma soprattutto di cosa ci parla? Allora forse dialogare con esso può essere un primo passo per non averne più così paura, per trovare quelle parole che sembravano spaventose, ma che in realtà lo erano perché non riuscivamo a pronunciarle. Il finale è proprio per far intendere a chi lo leggerà che non è sempre vero ciò che immaginiamo ci diranno dopo aver fatto un pasticcio, anzi spesso ci lasciano di stucco.
COME NASCE LA VOSTRA COLLABORAZIONE?
AGNESE: La collaborazione con l’illustratrice Tiziana Tosi è nata dall’amicizia di una vita, parte da quando frequentavamo la stessa classe alla scuola superiore, mentre sognavamo il futuro piene di speranza. Da sempre sono innamorata della sua arte e della sua poetica nell’illustrazione perché sa arricchire di altri significati quelle parole che sembrano averne solo uno. Ecco allora apparire nella storia il lucchetto senza chiave, le perle scure come lacrime, le scale per scendere nel profondo e il vestito fatto di parole che illumina il volto di Camilla sul finale. Lei ha saputo dare immagini a pensieri che non sapevo di stare trasmettendo scrivendo.
TIZIANA: Ho apprezzato subito la profonda ironia del racconto di Agnese. Fin dalla prima lettura mi sono affezionata ai protagonisti della storia, in particolare all’elefante blu che la piccola Camilla deve affrontare. Tutto l’impianto narrativo delle illustrazioni, però, è nato dal disegno delle lacrime della piccola protagonista. Mentre coloravo lacrime azzurre e trasparenti, mi sono chiesta: di che colore potrebbero essere le lacrime che si versano quando si prova un forte senso di colpa? Lacrime così cariche di fatica e sofferenza non possono di certo essere azzurre. Da questa riflessione è nata l’idea di lavorare sulle lacrime di colori diversi, lacrime scure e pesanti, che dagli occhi di Camilla scorrono di pagina in pagina. La portano ad affrontare le proprie paure e i propri errori, con coraggio e tenerezza, fino ad arrivare a mettere a posto ogni cosa.
Può sembrare un finale scontato ma non lo è. Non dimenticate che di mezzo c’è un pachiderma blu! Anche illustrare Lui è stato un processo molto intuitivo e divertente: ci sono momenti in cui ho giocato con le immagini della teiera e dell’elefante…anzi, provate a indovinare: in copertina, dentro all’armadio, chi si nasconde?
ECCO APPUNTO PERCHÈ QUESTA COPERTINA?
TIZIANA: Nel disegnare la copertina mi sono chiesta: dove si vanno a nascondere i sensi di colpa? Nei cassetti? Vicino ai sogni da realizzare, no di certo. Sotto al letto accanto ai mostriciattoli, non credo proprio…mi sono immaginata che possano nascondersi negli armadi. Lasciano aperta un’anta perché sono indecisi se uscire o stare chiusi dentro di noi.
Un lucchetto senza chiave li custodisce per lo stesso motivo: posso scegliere come trasformare un senso di colpa. È possibile farlo. Questo libro ci dà un piccolo aiuto per imparare a trasformare LA BRUTTA COSA…in UNA COSA BELLISSIMA.
LA BRUTTA COSA: PERCHÈ QUESTO TITOLO?
AGNESE: Il titolo nasce in realtà da una lettura estiva, Shining di Steven King, dove il piccolo Danny utilizza questo termine per un segreto che non si può rivelare. Mi è sembrato così puro e vero nel linguaggio dell’infanzia che ho voluto inserirlo nella storia. Certo non consiglio la lettura di questo libro ai nostri giovani lettori e lettrici, ma mi è sembrato giusto omaggiare il Maestro delle Paure con questa piccola citazione.
COSA VOLEVATE TRASMETTERE CON QUESTO LIBRO?
AGNESE: Questo libro è dedicato proprio alla capacità che hanno le persone a noi più care di trasformare le cose brutte in cose belle, ma anche al coraggio di affrontare i nostri timori più segreti. Volevo raccontare come l’idea di punizione e di giudizio può cadere in mille pezzi incontrando la verità, che ci fa tornare a sorridere e a sentire l’affetto profondo. Volevo dire ai bambini e alle bambine che da ciò che si rompe se ne può ricavare qualcosa di più prezioso. Bisogna seminare nel terreno le parole più difficili affinché possano fiorire a nuovi significati.
Mi piaceva anche raccontare il ruolo speciale che hanno i nonni nelle vite dei loro nipoti, la tenerezza che trasmettono con la loro saggezza e il loro amore infinito, che mai li abbandonerà. A volte capita che qualcuno di loro non ci sia più, che ci sia rimasto un oggetto molto caro in sua memoria, ma dobbiamo ricordare, appunto, che è solo un oggetto. L’essenza del ricordo di una persona amata non svanisce se l’oggetto si rompe o si perde, poiché ha basi molto più solide nel nostro cuore.
TIZIANA: Amo le storie in cui si parla della grande facoltà degli essere umani di trasformare gli eventi. Amo le storie in cui la luce e l’ombra si intrecciano, dove l’una non può esistere senza l’altra. Credo che siano storie che possono aiutare a crescere e riflettere i bambini, ma anche gli adulti.
In questo piccolo libro è nascosto questo messaggio: non abbiate timore, aprite quella porta, affrontate l’elefante blu che si nasconde dietro ad essa…potrebbe diventare il vostro più caro amico.
Dentro a quell’armadio potrebbe nascondersi una luce bellissima.
Agnese Marconi laureata in filosofia e specializzata in Philosophical Counseling presso la scuola SSCF a Torino, è insegnante presso l’Ente di formazione Simonini a Reggio Emilia, dove insegna italiano e segue i progetti di inserimento lavoraAvo per persone con disabilità. Coordinatrice per l’associazione di persone con disabilità “Il Giardino del Baobab” di Reggio Emilia, ne cura le pubblicazioni.
Tiziana Tosi vive e lavora a Reggio Emilia. È insegnante di italiano e arte per la fascia d’età dai sei ai dieci anni. Fin da bambina disegna e scrive; negli ultimi anni ha riunito le competenze in ambito educativo e le formazioni artistiche in un’unica grande passione: l’illustrazione e l’ideazione di storie per bambini. Alcune di queste stanno sono state pubblicate e hanno ricevuto riconoscimenti nell’ambito di premi letterari.

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