23/09/26

L’UOMO DELLA GALLERIA


Gabriele, un bambino di undici anni, si ritrova alle prese con un giovane senzatetto che vive in una galleria vicino al mare. Con l’aiuto di una misteriosa spia e di un’amica dai capelli rosa shocking, Gabriele intraprenderà un viaggio che lo porterà a scoprire molto su di sé e sulle persone a lui care, ricominciando da capo la sua vita. L’uomo della galleria, opera di un’autrice giovanissima, è una storia che invita a riflettere sul valore della diversità: una diversità che spesso spaventa, ma che, se valorizzata, può svelare il vero senso della vita. Perché la diversità, in una società che tende all’omologazione, rappresenta un valore inestimabile.

Uno sguardo oltre le apparenze 

Intervista a Martina, autrice de L’uomo della galleria

A soli dodici anni, Martina ha scritto L’uomo della galleria, un breve romanzo che racconta l’incontro tra Gabriele, un ragazzino di undici anni, e Luca, un uomo che vive solo in una galleria. Una storia di solitudine, paura, amicizia e speranza, che invita a guardare oltre le apparenze.

Abbiamo incontrato Martina per scoprire da dove è nata l’idea del libro e quanto di lei ci sia nei suoi personaggi.

Perché hai scelto come protagonista Gabriele? C’è qualcosa di te in lui?

Ho scelto Gabriele perché quando ho scritto la storia avevo dieci anni. Volevo che i lettori della sua età potessero riconoscersi nei suoi pensieri e nelle sue emozioni. Il personaggio in cui mi ritrovo di più, però, è Marina, la sua migliore amica. Da piccola mi piaceva immaginarmi come una spia e vivere piccole “missioni” senza farmi scoprire. Marina è una sognatrice, una guerriera e un’amica che non abbandona mai gli altri.

Da dove è nato il personaggio di Luca, un uomo che vive in una galleria?

Nel 2020, nel paesino di mare dove andiamo sempre in vacanza, c’era una galleria dove una volta passava il treno. È lì che ho conosciuto l’uomo della galleria. Avrei voluto tanto conoscere la sua storia: perché si era ritrovato lì e chi fosse stato prima. Così ho deciso di inventarmi io la sua storia e di raccontarla attraverso il mio libro.

Perché hai scelto di raccontare la sua solitudine e il suo abbandono?

Per me la galleria rappresenta anche uno stato d’animo. Quando siamo tristi o feriti possiamo chiuderci dentro noi stessi, proprio come se entrassimo in una galleria buia. Luca si è rinchiuso lì perché era ferito e non aveva il coraggio di uscire. Aveva bisogno di aiuto, anche se non voleva ammetterlo. Gabriele, con la sua presenza, lo aiuta a ritrovare la luce e la speranza.

Il loro primo incontro è segnato dalla paura e da un malinteso. Perché era importante cominciare proprio così?

Perché attraverso quell’incontro Gabriele capisce quanto Luca sia spaventato dalle altre persone e quanto la solitudine lo abbia allontanato dal mondo. Dopo il malinteso, però, Luca si prende cura di Gabriele. Il ragazzo scopre così che, dietro la paura e la diffidenza, c’è ancora una persona capace di fidarsi e di mostrare del bene.

Dalle parole di Martina emerge una storia nata dalla fantasia, ma soprattutto da un incontro reale e dalla curiosità di conoscere ciò che si nasconde dietro una persona e la sua storia. 

L’uomo della galleria invita a non fermarsi alle apparenze e a ricordare che ogni persona porta con sé emozioni, ferite e speranze.

È forse questo il messaggio più prezioso affidato ai suoi giovani protagonisti: imparare ad avvicinarsi agli altri senza pregiudizi, ascoltare e provare a vedere, oltre ciò che appare, la storia che ogni persona porta con sé.

Nel tuo libro si parla molto di diversità. Che cosa significa per te questa parola? E perché hai sentito il bisogno di raccontarla attraverso una storia?

Non so bene che cosa significa la parola diversità perché per ogni persona ha un significato differente. So solo che a volte questa parola può far paura, magari quella persona definita diversa ci intimorisce perché non rispetta i nostri schemi, le nostre abitudini e i nostri pensieri. 

Ho sentito di doverla raccontare in una storia, perché molte volte ho paura di essere definita strana, e ascoltando questi miei pensieri finisco per comportarmi in certi modi che non rispettano quello che sono veramente.

Sto cercando di abbattere queste mie paranoie e di cercare di uscire da quella galleria che a volte mi creo da sola. Adoro essere me stessa e sto trovando il modo di esserlo sempre con l’aiuto delle mie amiche e della mia famiglia. 

Spero che chi si trova nella mia stessa situazione, leggendo il mio libro, riesca a ritrovare la luce che merita, e a togliersi l’idea di essere strano perché ognuno di noi è diverso e speciale, bisogna solo conoscerlo meglio.

Martina Cabassa è un'autrice giovanissima. Ha solo dodici anni e vive a Parma, dove frequenta il primo anno della "Scuola media Puccini”. Ha iniziato a scrivere i suoi primi racconti all’età di sette anni. Nel tempo libero ama leggere, in particolare i libri di J.K. Rowling, anche se il romanzo da cui ha tratto maggiore ispirazione è "L’ombra del vento" di Carlos Ruiz Zafón. Tra le sue passioni ci sono anche il canto, il pianoforte e il cheerleading. L’uomo della galleria è il suo primo romanzo.



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