Ambientato nella Livorno cosmopolita del Seicento, il romanzo trasporta il lettore nel mondo parallelo di Arret, dove elfi e Titanka dominano e i nomadi del mare sono emarginati. La storia narra le vicende di Jackie Ben Dosa, giovane livornese che parte alla ricerca della sorellina Amàlia, seguendo Thomas Angahbè, nipote del Grande Titanka. Amàlia è l’unica in grado di rimettere al proprio posto il diamante, sigillo che separa i due mondi in guerra di Arret e Rulf. Jackie scopre di essere la nipote del re degli elfi e legittima erede al trono di Arret.
Nel frattempo compare Al, figlio di un’elfa e di un nomade del mare, un “mespùrio” privo di diritti, che instaura con Jackie un profondo legame: lei discende dagli elfi dell’acqua, creatori della lama gitana, e lui ne è il custode. Tra scoperte, alleanze e battaglie, i protagonisti affrontano scelte decisive che cambieranno il destino di Arret, celebrando giustizia, accoglienza e speranza, in un omaggio ai rifugiati di ogni popolo.
Ecco cosa ci ha raccontato sul libro la sua autrice Francesca Tortorella:
"Scrissi "Il Fanale" negli anni del liceo. Dopo vent'anni, l'ho tirato fuori dal cassetto, decisa a pubblicarlo. Forte e attuale, l'urgenza di giustizia che mi bruciava dentro e mi aveva spinta a scrivere. Da pugliese, il Mediterraneo e le sue storie di naufraghi e migranti erano, sin dall'infanzia, parte del mio immaginario.
Ho scelto il fantasy per trasformare quelle ferite in simbolo. Arret è il mio mondo parallelo, abitato da elfi, maestri Titanka, nomadi del mare e "mespuri", ma la lotta è sempre la stessa: perseguire "il sogno matto di un mondo dove il male non sia di casa", contro l'emarginazione, celebrando accoglienza e dignità umana.
Non manca l'ancoraggio a una realtà storica: la protagonista, non a caso, è livornese. Il titolo stesso del mio romanzo è un omaggio alla Livorno delle Leggi Livornine - la città cosmopolita che dalla fine del Cinquecento è diventata terra di rifugio per i tanti esuli che nel suo Fanale riconoscevano salvezza e rinascita.
Il romanzo è dedicato a chi attraversa il Mediterraneo, la cui storia di dialogo e incontro (non solo di scontro) è linfa e ispirazione per i miei romanzi.
Quel seme liceale ha viaggiato attraverso anni di riscritture, ma il messaggio è intatto: immaginare un mondo più giusto, dove nessuno sia scacciato per ciò che è.
"Il Fanale" è un Epic fantasy, che non smette di parlare al nostro presente.
Francesca Tortorella, nata a Lecce nel 1990, ha studiato Scienze politiche a Siena e Strasburgo, concentrandosi sulla storia dell’idea d’Europa e sul Mediterraneo. Dopo uno stage di ricerca all’Università di Tel Aviv, consegue un dottorato in Storia contemporanea, con una tesi sull’antifascismo europeista, rivista e pubblicata da Il Mulino nel 2022. Attualmente studia l’esilio politico italiano e spagnolo in America Latina. Appassionata di fantasy e romanzi storici unisce storia e immaginazione nei suoi scritti, esprimendo idealismo, rifiuto della discriminazione e senso di giustizia.

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