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08/07/16

Il quartiere di Leoncavallo: riflessioni a margine d'un giro turistico

Prosegue il viaggio tra i luoghi del romanzo La carezza del ragno

Il quartiere dove abita Leoncavallo è quello di san Giovanni ed è il mio quartiere di Roma d'adozione: a San Giovanni sono andata a scuola, attraversando mezza città sullo sferragliante trenino della Casilina (all'epoca ancora dotato di sorprendenti sedili di legno in tutto simili a quelli d'un qualunque treno de La casa nella prateria) e sempre qui ho abitato per la prima volta da sola, anche se in due case diverse.
La prima, quella della terrazza con i mirtilli alcolici, è svanita quasi subito, inghiottita nell'occhio del ciclone d'un acrimonioso divorzio, reso ancor più acrimonioso dal fatto che non c'era in realtà mai stato nessun matrimonio; la seconda, a tutti gli effetti la casa del mio cuore, alta sui tetti e con la finestra della cucina che guardava direttamente sulla basilica che il sole del tramonto tingeva di rosso, ha visto la nascita della piccola Julia, si è immediatamente dopo rivelata troppo piccola ed è stata lacrimosamente venduta, ma non credo ci abbia dimenticato, come noi non la dimenticheremo.

24/06/16

Il palazzo della Bentivoglio

Prosegue il viaggio nella Roma di Paola Rocco e del suo romanzo La carezza del ragno




Il palazzo aristocratico dove vivono Francesca e la nonna, coi suoi soffitti affrescati e il cortile di ciottoli scuri, è allo stesso tempo uno dei moltissimi palazzi storici della capitale e un palazzo, o meglio, il cortile d'un palazzo, ben definito: quello della Chiesa dei SS. Quattro, nel quartiere romano del Celio. A quest'ultimo si deve l'indefinibile atmosfera di separazione dal mondo che avvolge Leoncavallo appena varcata la soglia del portone di Palazzo Bentivoglio.
Io ci sono capitata per caso un paio d'anni fa, fuggendo dal frastuono e dalla luce d'una qualunque mattina di giugno nella mia città. Le mura, se ricordo bene, erano decorate con stemmi e stucchi e pezzi di sarcofagi romani; dall'interno della chiesa giungevano, limpide, le voci di un coro di suore. Non sembrava d'essere a Roma, d'estate, ma in uno degli imprevedibili universi paralleli dove approdano le navicelle spaziali di Star Wars.
Tra parentesi, è a questo punto del romanzo che per la prima volta si accenna a quella che è una caratteristica fisica del commissario destinata a giocare un ruolo, anche se piccolo, nel corso della storia: l'allergia alla luce, che lo costringe a portare gli occhiali scuri appena esce all'aperto e sempre, quand'è all'aperto, un po' lo opprime, lo rallenta, lo affatica. L'imbroglia, comunque.
Mi sembrava giusto parlarne a questo punto della storia: è un piccolo indizio, o falso indizio, nascosto tra le pieghe del libro.
Un discorso a parte merita invece la terrazza di Palazzo Bentivoglio: ve ne parlerò la prossima volta.
A presto e buone letture.

10/06/16

I luoghi de "La carezza del ragno" di Paola Rocco

Come preannunciato due settimane fa, proseguiamo con i luoghi in cui è ambientato il romanzo di Paola Rocco in uscita il prossimo gennaio.

La casa della Panzironi a Trastevere

L'astrologa e cartomante Mafalda Panzironi, la confidente della ragazza morta, abita a Trastevere, in vicolo del Cinque, in una casa alta e stretta e vecchissima che ricorda la torre dove la strega delle favole tiene prigioniera la bella principessa. Io non l'ho mai vista, almeno non dall'interno, me l'ha raccontata un'amica che invece l'ha vista e abitata per molti anni e che leggeva le carte, pure lei (a lei s'ispira il racconto La finestra nell'armadio della mia prima raccolta, uscita qualche anno fa). Me la sono immaginata un po' simile a questa.



Il dettaglio delle notti talmente fredde da congelare l'acqua nella brocca è invece un po' mio - quando mi sono trasferita nella mia prima casa era pieno inverno, i termosifoni per qualche motivo s'erano spenti o bloccati durante la notte e al mattino mi sono accorta che non solo l'acqua nelle tubature, ma perfino quella nelle bottiglie s'era tramutata in purissimo cristallo - e un po' di mio padre, che era nato in Molise, in un paese di montagna, come Leoncavallo.
Comunque Trastevere è piena di case alte e strette e plurisecolari e pure di scale talmente ripide che quando scendi devi aggrapparti al corrimano, altrimenti precipiti in avanti a testa in giù.




27/05/16

I luoghi de "La carezza del ragno" di Paola Rocco

Paola Rocco, insegnante, giornalista e scrittrice, pubblicherà nel gennaio del 2017 il suo ultimo libro intitolato La carezza del ragno. Si tratta di un romanzo che sarà pubblicato nella collana Noiregialli, ambientato in una Roma di metà anni Cinquanta. L'autrice ha deciso di svelare qualcosa del suo romanzo raccontando i luoghi in cui si dipana la trama del suo libro. Ogni due settimane pubblicheremo un contributo dell'autrice.

La città

La storia di La carezza del ragno si svolge a Roma nel '56 e Roma - reale, immaginaria, ricordata, sognata, incompresa, rimossa - regala quinte e praticabili, sfondi e messa in scena a molti, sebbene non a tutti, dei personaggi e delle storie del mio libro. È lei stessa, in fondo, un personaggio, e dei più importanti. Per questo mi piacerebbe raccontarvene qualcuno, di questi posti: l'antico palazzo dove Francesca vive con la nonna; le scale che sale per la prima volta per andare al lavoro; la casetta della cartomante; il commissariato dove lavora Leoncavallo, il ristorante dove va a pranzo; le due stanze di Mercurio; eccetera. Ho pensato d'iniziare da una delle strade di Roma che amo di più: via Merulana.

Il commissariato di via Merulana

foto Paola Rocco
Il commissariato dove lavorano Leoncavallo e i suoi si trova in via Merulana, e a parte gli ovvi rimandi a Gadda ho scelto questa strada perché secondo me è proprio adatta a una storia gialla, è sempre un po' buia, misteriosa, con tutti quei platani altissimi che intrecciano i rami da un capo all'altro e le fanno da schermo. Quest'inclinazione per il mistero dev'essere stata colta anche dai proprietari d'uno storico negozio della zona, purtroppo chiuso da qualche anno o forse trasformato in qualcos'altro, non mi ricordo o magari nel frattempo ha pure riaperto, chissà. Vendeva oggettistica esoterica e libri di magia a prezzi contenuti, e un po' come il posto dove lavora Kim Novak in Una strega in Paradiso dava l'idea che l'invisibile, almeno nelle sue manifestazioni più elementari, fosse in fondo accessibile, e anche a buon mercato.