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19/12/17

Vuoi conoscere un casino? Un libro per tutte le età

di
Ivan Bavuso



Quando Alex Astrid mi ha chiesto di partecipare al tour dei blog di promozione al suo romanzo ho subito accettato. In primo luogo perché il curatore del blog della casa editrice che ha pubblicato il libro oggetto dell’iniziativa, non poteva certo esimersi dall’accogliere una simile proposta; in secondo luogo perché questo romanzo lo ho editato e impaginato e, di conseguenza, mi ci sono affezionato.
«Va bene» ho scritto via e-mail ad Alex: «Fammi solo sapere l’angolatura dell’articolo».
«Per tutte le età» mi ha risposto. Era una prospettiva impegnativa e interessante, ma soprattutto oculata da parte di una ragazza intelligente.
Alex è molto giovane e quando scrisse Vuoi conoscere un casino? frequentava ancora il liceo, io invece ho poco più del doppio dei suoi anni e potrei essere suo padre. Alex non me lo ha detto esplicitamente, ma ho intuito che non ama l’idea che il suo libro venga imprigionato in un genere letterario, seppure alla moda, come quello dello young-adult. O meglio, Alex è convinta che questo genere di libri possa essere letto anche da persone più mature. E sapete cosa vi dico? Alex ha ragione.
Mole volte noi adulti liquidiamo le istanze dei giovani accusandoli di essere superficiali, di non capire che la vita vera - quella al di fuori della bambagia in cui noi siamo convinti che questi ragazzi vivano - è tutto un altro affare rispetto alle loro problematiche. Ho riflettuto su questo tipo di pregiudizi e mi sono posto delle domande: E se fossimo noi adulti a essere dei bigotti nichilisti? Se ce la prendessimo con i giovani solo perché non lo siamo più e ci siamo dimenticati di esserlo stati? Quante volte abbiamo sentito dire: «I ragazzi non sono più quelli di una volta!» Ma come erano i ragazzi di una volta? Come ero io? Come saranno i miei figli? Be'... delle vere risposte non sono stato capace di darmele; tuttavia ho compreso che certe dinamiche sociali che coinvolgono gli adolescenti, certe situazioni emotive di un tempo non sono poi tanto diverse da quelle di oggi.
Con il romanzo Vuoi conoscere un casino? sono stato costretto a tornare indietro, pur nella consapevolezza di essere un uomo maturo. Nello “sporcarmi le mani” con la trama, i personaggi, le tematiche di questo libro, mi sono ritrovato a seguire con attenzione le vicende di una liceale (alter ego dell’autrice) e quelle dei suoi amici che, nel loro percorso di crescita, vengono investiti da quelli che sono e saranno sempre i grandi temi dell’umanità: la morte, l’amore, l’amicizia, il coraggio, il senso di inadeguatezza, la presunzione, le dipendenze, il conflitto generazionale, il sesso. Nel romanzo di Astrid c’è tutto questo e posso assicurarvi che non è poco.


Vuoi conoscere un casino?
Vuoi conoscere un casino?

Alex Astrid è nata il 7 giugno 1998, vive a Inzago, in provincia di Milano.  Ha frequentato il liceo linguistico Simone Weil di Treviglio. Dopo il romanzo Guardami, che ha auto pubblicato con ILMIOLIBRO, Edizioni Il Ciliegio ha compreso le potenzialità e ha deciso di pubblicare il suo secondo romanzo intitolato Vuoi conoscere un casino? Nella collana teenager.




05/07/16

La vita dei giovani è nei loro libri: Alex Astrid come Sofia Viscardi


Succede che un libro si intitoli proprio così: succede che lo pubblichi Mondadori, che lo abbia scritto una ragazza di diciotto anni di Milano, Sofia Viscardi già nota come youtuber, e che questo libro sia uscito il 24 giugno di quest’anno. E succede che un giorno prima, esattamente il 23 giugno, sia uscito un altro libro intitolato Vuoi conoscere un casino? scritto da una diciassettenne, Alex Astrid, che abita in una cittadina alla periferia di Milano e che questo libro sia stato pubblicato da Edizioni il Ciliegio. Succede, infine, che le analogie non si esauriscano qui, ma proseguano anche nelle tematiche affrontate nei libri in questione. Del resto tutti sanno che è l’arte, e la cultura in generale, a riflettere come uno specchio la società che ci circonda. Una società che i giovani di oggi, con i loro grandi e piccoli problemi, vogliono scoprire e raccontare in prima persona, senza filtri, senza paura di dover dare delle spiegazioni imbarazzanti ai propri genitori, professori, educatori.
Ai loro occhi (intendo quelli dei ragazzi poco più che adolescenti) il mondo è pieno di opportunità e di sofferenze inimmaginabili. Anche se queste opportunità si riducono a una gita scolastica in una città europea e le sofferenze ai fraintendimenti tra fidanzati postati nelle chat dei social. Alle volte è sufficiente una virgola sbagliata per cambiare il senso di una frase, una visualizzazione senza risposta per scatenare la tragedia. Il sentire dei giovani è sempre amplificato, ma non per questo meno intenso di quello degli adulti che ogni tanto dovrebbero ricordarselo.