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21/03/20

IL VIRUS CORONA NON SA GIOCARE A NASCONDINO


In questi giorni, così tormentati e complicati, una delle cose più difficili è riuscire a raccontare ai bimbi in età prescolare cosa sta succedendo e dare loro risposte chiare ma anche rassicuranti, partendo dalla loro esperienza e dal loro vissuto. Così ho pensato di scrivere questa fiaba, per aiutare mamme e papà a raccontare ai lori bambini la realtà attraverso li linguaggio sempre magico e coinvolgente della fiaba.

IL VIRUS CORONA NON SA GIOCARE A NASCONDINO
di Gabriella Arcobello
(Pedagogista e scrittrice)



CARI BAMBINI E BAMBINE, C’ERA UNA VOLTA E C’È ADESSO UN VIRUS, INVISIBILE COME LO SONO TUTTI I VIRUS. GLI SCIENZIATI LO HANNO VISTO AL MICROSCOPIO E, GRAZIE A LORO, SAPPIAMO CHE HA LA FORMA DI UNA CORONA, UN PO’ COME LA CORONA DELLE REGINE E DEI RE.

C’ERA UNA VOLTA E STAVA NEL CORPO DEI PIPISTRELLI SENZA CREARE NESSUN PROBLEMA.
C’E’ ADESSO POICHÉ UN GIORNO DI QUESTI HA DECISO DI FARE IL MONELLO CON GLI UMANI: LI FA TOSSIRE E PROVOCA LORO LA FEBBRE, COME CAPITA CON L’INFLUENZA.

MA SE C’E’ ADESSO, I PROTAGONISTI DELLA FIABA SIETE TUTTI VOI!  INSIEME ALLE MAMME, AI PAPA’, AI FRATELLI E AI NONNI!
IL VIRUS CORONA È PIÙ MONELLO CON GLI ADULTI E MENO CON I BIMBI, CHE HANNO UNA CAPACITÀ QUASI MAGICA DI RESISTERE AL SUO ATTACCO. VOI BAMBINI SIETE PROPRIO FORTI COME GLI EROI E I SUPEREROI!  
PER COMBATTERLO, OLTRE ALLA VOSTRA FORZA MAGICA, AVETE ANCHE ALTRE ARMI.

LA PRIMA È QUELLA DI LAVARE BENE E SPESSO LE MANI, CONTANDO FINO A VENTI, OPPURE CANTANDO PER INTERO LA VOSTRA CANZONE PREFERITA, PERCHÉ IL VIRUS DAVANTI A SAPONI E DISINFETTANTI SCAPPA VIA A GAMBE LEVATE.
LA SECONDA ARMA È QUELLA DI GIOCARE A NASCONDINO. SÌ! PROPRIO COSÌ! DOVETE SAPERE, INFATTI, CHE IL VIRUS NON È PER NIENTE BRAVO IN QUESTO GIOCO. ECCO PERCHÉ IN QUESTI GIORNI SIETE A CASA DA SCUOLA: VOI VI NASCONDETE AL SICURO NELLE VOSTRE CASE E LUI NON VI TROVERÀ.

INTANTO, NEGLI OSPEDALI, DOTTORI E INFERMIERI CURANO LE PERSONE CHE SI AMMALANO E TANTI SCIENZIATI SONO AL LAVORO PER TROVARE UNA MEDICINA CHIAMATA VACCINO, CHE LO SCONFIGGERÀ UNA VOLTA PER TUTTE.

COSÌ TORNERETE A RIEMPIRE LE SCUOLE, I PARCOGIOCHI, LE GELATERIE, URLANDO AL CIELO IL VIRUS CORONA C’ERA UNA VOLTA E ADESSO NON C’È PIÙ!



Gabriella Arcobello è pedagogista, psicometrista, consigliere di orientamento scolastico e professionale, esperta di problematiche psicopedagogiche. Si occupa di prevenzione in età evolutiva e conduce corsi di formazione. Ha scritto Nove possibilità di donna (Effatà, 2012), Ti dono una fiaba (Monti, 2012), Storie di cose così (Monti, 2013) e il romanzo Come fiocchi di neve (Lettere animante, 2015). Per Edizioni il Ciliegio ha pubblicato Stella Piccina va all’asilo. La scimmietta Arianna e il dottor Talpone (2018) e La Bacca Rossa e Babbo Natale (2018).




Protagonista del racconto è una piccola bacca rossa che non si piace e non si accetta così com'è, ma che scoprirà di essere invece speciale e di poter dare una mano, grazie a una sua particolare risorsa, niente meno che a Babbo Natale.






Stella Piccina ha paura di andare all'asilo, così, quando arriva per la prima volta in quello del cielo, non riesce a interagire con le altre piccole stelle e rimane in disparte, finché viene raggiunta dalla Fata delle Stelle che gliele presenta. Stella Piccina comincia giocare con loro e se le fa amiche, così, da quel momento, tutti giorni aspetta impaziente che si faccia buio per divertirsi con loro.
La scimmietta Arianna invece ha paura di andare dal dottore. Un giorno, però, sua zia Emma le regala un gioco meraviglioso: una valigetta che contiene tutti gli strumenti che stanno nello studio medico. Arianna ne rimani affascinata e così, dopo aver visitato tutta la sua famiglia, non vede l'ora di andare anche dal dottore per comunicargli che da grande farà la dottoressa.



15/02/20

Una storia che aiuta mamme e bambini ad affrontare il primo distacco


Quando la mamma va al lavoro
di 
Giorgia Cozza

Da quando scopre che c'è un bimbo in arrivo, il pensiero della mamma è rivolto a lui. Per nove mesi sono un tutt'uno, corpo e anima, due cuori che battono l'uno accanto all'altro. Poi il bimbo nasce, viene accolto in questo mondo nuovo e sconosciuto ed è tra le braccia di sua madre che si "ritrova", che si sente al sicuro, che si sente bene.
Per molte settimane, mamma e bambino continuano a vivere in simbiosi. Nel primo periodo successivo alla nascita, le energie, i pensieri, le preoccupazioni della mamma sono tutte per lui. Vicini, ancora una volta, anima e corpo. Di giorno e di notte.
Perché piange? Mangerà abbastanza? Starò sbagliando? Sarà normale? Quanti dubbi, ma anche quante emozioni. Il suo primo sorriso. Un sorriso che arriva diritto al cuore, lo conquista e lo fa suo, ancora più suo. Le sue manine... La sua voce...
E dopo la fatica dei primi tempi, in cui la donna impara a muovere i suoi primi passi da mamma, quando la neofamiglia ha trovato i suoi ritmi, ecco che arriva un cambiamento.
Un cambiamento importante. Di quelli che separano in modo netto il prima e il dopo.
La mamma e il suo bambino dovranno separarsi. Solo per un poco, certo. Ma quella del distacco è un'esperienza forte per entrambi. È la prima volta in tanto tempo che la mamma si troverà senza il suo bambino accanto, ed è la prima volta nella vita del bambino che la mamma non sarà lì, presenza costante, rassicurante certezza.
Che la mamma si senta pronta per rientrare nel mondo del lavoro o che si trovi ad affrontare questo passo quando vorrebbe ancora del tempo da dedicare in esclusiva al suo bambino, la prima separazione può essere molto faticosa. Spesso porta con sé dubbi, incertezze, timori.
È qualcosa che merita... una storia.
Perché le storie hanno potere, le storie possono aiutare. Possono consolare. Dare forza.
L'albo illustrato “Quando la mamma va al lavoro” parla proprio di una mamma che torna al lavoro e del suo bambino.

Questa è la storia di una mamma che lavora e di Chicco, il suo bambino.
È anche la storia di due nastrini speciali che servono per sentirsi vicini quando si è lontani.

È una storia che nasce da lontano, dall'esperienza delle tante, tantissime mamme (un centinaio!) che ho intervistato scrivendo per La Leche League il saggio "Allattare e lavorare si può", e dai messaggi delle mamme che mi hanno scritto in questi anni, per chiedere un suggerimento, per confidarsi, per sentirsi dire che andrà tutto bene.

“Quando la mamma va al lavoro” si può leggere anche con bimbi molto piccoli, perché la storia è semplice (eventualmente la mamma, leggendo, può semplificare ulteriormente il testo) e le belle illustrazioni dai colori allegri di Cinzia Praticelli sono immediatamente comprensibili.
Il libro è adatto sia per i bambini che sono affidati ai nonni o alla baby sitter, sia per i bambini che frequentano l'asilo nido (o che iniziano la scuola dell'infanzia), perché non viene specificato questo aspetto: abbiamo una mamma e un bambino che durante il giorno sono lontani. Una mamma che va, e poi torna. E quando torna... si fa il pieno di vicinanza e di coccole!  Un messaggio rassicurante, utile anche per i bambini più grandicelli.

Titolo: Quando la mamma va al lavoro
Autrice Giorgia Cozza
Illustratrice Cinzia Praticelli
ISBN: 978-88-6771-698-2
Pagine: 28
Prezzo: €  12,00
Edizione: 2020
Formato: 22x22
Collana: Ciliegine da 3 a 6 anni

Giorgia Cozza è una mamma-giornalista che scrive saggi per genitori e fiabe per bambini. I suoi manuali (Bebè a costo zero, Benvenuto fratellino, Me lo leggi? e tanti altri) sono diventati un importante punto di riferimento per numerose famiglie in Italia e all’estero. Con Il Ciliegio ha pubblicato Ruffo cambia casa, Un fratellino o una sorellina per Tommi, Santamarta. Gli eredi della Terra di Altrove e Avventura tra i ghiacci.

Cinzia Praticelli diplomata all’Accademia di belle Arti di Venezia, ha frequentato vari corsi di specializzazione. È stata guida didattica per la Fondazione Peggy Guggenheim e tiene corsi di pittura e disegno. Per Edizioni il Ciliegio ha illustrato diversi testi tra cui: I Tre Pasticcioni, La mia Supernonna, Aròmia e le saponette magiche, Ohibò! Prima o poi ce la farò. Di Batti le mani e gioca con me è anche autrice.





21/10/19

A cento anni dalla nascita di Gianni Rodari, Il Ciliegio ne ricorda l'esperienza al "Pioniere"


Fra un anno esatto, il 23 ottobre 2020, ricorrerà il centenario della nascita di Gianni Rodari: uno dei più grandi autori italiani per l’infanzia, vincitore nel 1970 del prestigioso premio “Hans Christian Andersen”, considerato il Nobel della letteratura per bambini.

Numerose saranno le iniziative in suo onore. Edizioni Il Ciliegio, che dedica gran parte delle sue pubblicazioni proprio all’infanzia, non poteva non avere in catalogo un libro che raccontasse il valore letterario e pedagogico dell’autore di Favole al telefono.

Il libro in questione si intitola Educare senza annoiare –appassionare senza corrompere: Gianni Rodari e la direzione del Pioniere (1950 –1953) di Rossella Greco. Si tratta di un volumetto di 112 pagine pubblicato nel luglio del 2014 e racconta l’esperienza dello scrittore alla guida della redazione de “Il Pioniere – settimanale di tutti i ragazzi d’Italia” di cui fu direttore, ma anche ideatore.

L’obiettivo dell’autrice, che ha scritto questo saggio, è stato quello di porre nuovamente l’attenzione  su unna pagina del giornalismo per ragazzi che rappresentò il tentativo della Sinistra italiana di edificare un sistema pedagogico laico, che fosse incardinato sui valori costituzionali quali la solidarietà sociale, la difesa della pace, l'uguaglianza tra razze, la libertà di pensiero, definendo così il profilo di un bambino “attivo”, partecipe alla vita della società, impegnato a scuola, curioso esploratore del mondo e solidale con il prossimo.

Oggi il nome di Gianni Rodari è inevitabilmente accostato al mondo dell’infanzia. I suoi libri, tradotti in molte lingue, sono la dimostrazione che la letteratura per bambini è una letteratura di contenuti dove la fantasia e la poesia si uniscono in un connubio che è ancora la chiave di volta per tutti gli scrittori che oggi si cimentano con questo genere di storie.

Rossella Greco (Catania, 1984) è esperta di letteratura per l'infanzia e presidente dell'associazione culturale "Bafè - avventure per giovani lettori" nata nel 2013 con l'obiettivo di promuovere la cultura del libro e della lettura per bambini nel cuore del centro storico catanese. È autrice del saggio Bianca Pitzorno e la moderna editoria per l'infanzia pubblicato nel 2011 da Il Ciliegio edizioni



07/09/19

Nel 2013 Il Ciliegio pubblica il libro “Come ai tempi di Erode”. Le analogie, sei anni dopo, tra ciò che Salvatore Di Grazia ha raccontato nel suo libro e l’inchiesta di Reggio Emilia “Angeli e Demoni”.


L’estate 2019 che sta inesorabilmente finendo, non sarà ricordata solo per la rocambolesca crisi di governo che ha capeggiato in tutte le prime pagine dei nostri giornali, ma anche per i fatti di Bibbiano, comune entrato nell'inchiesta “Angeli e Demoni” della Procura di Reggio Emilia. Un’inchiesta sconvolgente, che sta portando alla luce un sistema di affidi illeciti di minori da parte di persone dalle quali ci si aspetterebbe ben altro. Non è ovviamente il caso di generalizzare, una o più mele “corrotte” non sono sufficienti per demolire il lavoro e la professionalità di tanti operatori sociali che lavorano a stretto contatto con famiglie e bambini e che si prodigano per dare loro la giusta assistenza. Tuttavia, quando Anna Colombo, una delle nostre editor più capaci, si è ricordata del lavoro che aveva svolto nel 2013 insieme all'avvocato Salvatore Di Grazia, dando alla luce per le Edizioni Il Ciliegio il libro Come ai tempi di Erode - Le prassi anomale della giustizia minorile, non ho resistito a chiederle un approfondimento; approfondimento che è stata lieta di inviarmi dopo essersi nuovamente confrontata con l’avvocato Di Grazia. Nel 2013, in tempi ancora non sospetti, l’autore di Come ai tempi di Erode aveva già chiaro come certe anomalie giudiziarie potevano essere distanti dalla realtà dei fatti.
Vi proponiamo, dunque, questo contributo. Buona lettura.

i.b.

di
Anna Colombo

Ai miei occhi, il ruolo dell’assistente sociale ha sempre avuto, fin da quando ero ragazzina, un valore positivo.
Nella mia famiglia e nella cerchia degli amici, infatti, c’erano allora e ci sono ancora oggi persone occupate con passione e onestà in questo settore della pubblica amministrazione.
Sono incappata per la prima volta nella rappresentazione dell’assistente sociale come una persona malevola e umorale, vedendo, tanto tempo fa, un film con Francesco Nuti e Ornella Muti che all'epoca aveva riscosso un certo successo: era piena di pregiudizi, pronta a togliere senza troppi scrupoli un bambino al padre e ovviamente “acida” e donna, se ci fosse bisogno di precisarlo.
Uno stereotipo, avevo riflettuto, una figura molto ben interpretata e che funzionava perfettamente ai fini dello svolgimento della trama.
Nella mia mente quella stessa figura si è riaffacciata molti anni dopo, quando ho avuto occasione di collaborare con l’avvocato Salvatore Di Grazia alla revisione del suo libro Come ai tempi di Erode - Le prassi anomale della giustizia minorile: un testo che mi aveva molto colpita perché, chiaramente, non mi trovavo più davanti alla rappresentazione di stereotipi, bensì in presenza del racconto dettagliato e circostanziato di un caso di allontanamento di minori dalla famiglia, un caso pieno di elementi controversi e ambigui.
Così, in questi giorni, all'esplodere delle notizie su Bibbiano, mi è tornato alla memoria, suscitando in me ancora una volta il desiderio di capire meglio e fare chiarezza, quel libro pubblicato da Edizioni il Ciliegio nel 2013, in tempi decisamente non sospetti, lontano da qualsiasi volontà di strumentalizzare un doloroso episodio di cronaca.
Ho pensato allora di chiedere all'avvocato Di Grazia di aiutarmi a comprendere se esistono e quali sono i punti di contatto tra le vicende attuali e quanto da lui raccontato nel libro. Riporto la sua riflessione, a beneficio di tutti i lettori che si pongono delle domande su questi fatti, caratterizzati da una complessità che il clamore mediatico tende spesso più ad appiattire che a dipanare.

Come ai tempi di Erode.
Le prassi anomale della giustizia minorile 
«La vicenda descritta nel libro Come ai tempi di Erode - Le prassi anomale della giustizia minorile è, come quelle della Val d’Enza, il paradigma delle deviazioni e delle anomalie della giustizia minorile nella gestione dei casi di sottrazione di bambini alla loro famiglia. Sono casi che, spacciati come esempi di buona amministrazione, evidenziano un problema di mancata tutela dei diritti umani. 
Le analogie tra il caso della mamma alla quale furono sottratti in una mattina d’autunno tre bambini e quelli delle mamme di Bibbiano è impressionante: i provvedimenti del giudice arrivano come un fulmine a ciel sereno in qualsiasi momento sulla vita delle persone, senza che i diretti interessati sappiano con precisione le ragioni e i presupposti di quel che sta loro capitando. Nessuna garanzia processuale, dunque, nemmeno la possibilità di ricorrere a un giudice superiore contro provvedimenti provvisori che durano anni. 
Il libro racconta una storia vera come quelle della Val d’Enza: la vicenda di una mamma finita nel tritacarne di un’indagine degna della caccia alle streghe, solo perché una giovane maestra aveva segnalato un’ecchimosi sulla gamba di una delle figlie.
Le colleghe più anziane, sentite dall'assistente sociale, relazionano in termini positivi riguardo alla condotta della madre, ma ciò non basta a fermare l’infernale meccanismo in movimento.
Solo dopo la sottrazione dei figli, la madre scopre, leggendo il decreto, che i tre minori (rispettivamente di undici, nove e sette anni) le sono stati tolti per ordine di un giudice e sono stati internati in una struttura segreta. Scopre anche che i servizi sociali, in aggiunta all'accusa fondata sull'ecchimosi, la incolpano di non essere in grado di fare bene la madre: è “disaffettiva e poco adeguata, i minori portano i segni della deprivazione affettiva”. Le assistenti sociali le annunciano che la sua audizione è già stata fissata per il 19 maggio dell’anno successivo, quindi, molti mesi dopo.»

Concludo proseguendo con le parole dell’avvocato Di Grazia, e con il suo stesso auspicio finale:

«Come ai tempi di Erode è come un grimaldello per entrare nel sistema di giustizia minorile e spiegare tutto quello che non funziona. Per esempio, i principi di civiltà giuridica, tra quali il diritto di difesa, non sono rispettati nonostante le innovazioni legislative del giusto processo.
Il testo contiene una summa degli abusi procedurali, commessi dai giudici in simbiosi con gli operatori sociali, che si ripetono continuamente nello svolgimento della vicenda.
Si tratta di uno strumento prezioso, scritto profeticamente in epoca non sospetta, immune dal rischio di strumentalizzare e da quello di essere strumentalizzato. Può aiutare a capire quanto di profondamente sbagliato sussiste nella nostra giustizia minorile, ma è anche una sorta di manuale di comportamento per chi abbia a che fare con i servizi sociali e i giudici del settore.
L’auspicio era che i politici di ogni colore ne prendessero coscienza: forse è la volta buona.»


Anna Colombo vive e lavora in provincia di Como.
Nel 2000, conseguita la laurea in Lettere moderne presso l’Università degli Studi di Milano con una tesi sulla simulazione del parlato nella commedia dell’arte (della quale un estratto è stato pubblicato su ACME, Annali della Facoltà di Lettere e Filosofia), lavora per un breve periodo presso la Big Chief di Gallarate (Varese), una piccola casa editrice di testi didattici multimediali per bambini.
Nasce qui la sua passione per l’editoria dedicata all'infanzia, che la spinge a partecipare tra il 2002 e il 2006 ad alcuni concorsi letterari ottenendo premi e riconoscimenti, con pubblicazione dei racconti premiati nelle relative antologie: Un Prato di Fiabe (segnalazione nel 2002 e primo premio nel 2003), Castel Ritaldi, paese delle fiabe (secondo premio nel 2003), Una favola per la pace (segnalazione nel 2006).
A questo interesse affianca quello per il mondo del no profit e del volontariato, e la frequentazione di corsi post laurea dedicati alla scrittura.
Lavora intanto come assistente di redazione presso La Stampa, IlSole24ORE, Ediblu, nonché come autrice e collaboratrice esterna per Xenia Edizioni, con cui pubblica Gli stili di vita sostenibili (2005) e Il manuale del consumatore consapevole (2011).
Dopo aver frequentato la Scuola di Editoria Piamarta di Milano, ha collaborato come correttrice di bozze con Euro Publishing e Foto Edizioni e, dal 2009, lavora alla revisione di testi per Edizioni il Ciliegio, con cui ha anche pubblicato, nel 2015, il libro per ragazzi Johnny Porcospino.

Salvatore Di Grazia, nato a Capodistria nel 1945, vive a Rimini, dove esercita la professione di avvocato matrimonialista in utroque, nei tribunali civili ed ecclesiastici. Ha svolto attività didattica e di ricerca in Diritto Canonico ed Ecclesiastico presso varie Università, per ultima quella di Bologna. Ha prodotto diverse pubblicazioni di argomento giuridico.


26/03/19

Come nasce un libro per bambini: "La vita dell'apetta Linda"


di Liliane Laemmle



Mi chiamo Liliane Laemmle, sono nata in Brasile, anche se ho un cognome tedesco. Nel 2003 ho voluto venire a cercare “fortuna”, si fa per dire, in Italia.

Ho deciso di venire nel vostro Paese per ampliare le mie conoscenze sul design italiano, la cultura del bello e del fare bene; per capire cosa ci fosse di tanto speciale. Per rimanere ho dovuto affrontare momenti difficili soprattutto a causa della burocrazia. Rimanevo tre mesi, andavo via, poi ritornavo, e così ho fatto per un anno.

Per andare al lavoro prendevo un treno minuscolo, uno di quelli con un’unica carrozza. Ho visto molte realità in quel trenino… inclusa la mia. Non avrei mai pensato di essere straniera (o extracomunitari come si usa dire qua) in un Paese. Pensavo che non avrei mai dovuto affrontare così tanti problemi. Tutte queste differenze che vedevo ogni giorno mi hanno fatto crescere molto come persona: ho iniziato ad apprezzare molto di più le differenze.

Per fortuna non ho avuto difficoltà a integrarmi. Forse il sorriso e la spensieratezza della mia cultura mi hanno aiutata ogni giorno a fare nuove amicizie.

Mi sono impegnata a imparare meglio che potevo la lingua italiana, senza trascurare la pronuncia, gli accenti, volevo essere ben accetta nella società.
Poi, nel 2006, ho avuto la fortuna di ottenere la cittadinanza tedesca, grazie al mio bisnonno, sono diventata cittadina europea e le porte dell’Italia si sono spalancate definitivamente.

A volte penso che le mie origini di migrante in Brasile, origini che affondano le radici in una famiglia che si è data molto da fare, abbiano influenzato il mio spirito di avventura e mi abbiano incentivata a perseverare, senza farmi sopraffare dallo sconforto.

Per questo, se un giorno mia figlia avesse la curiosità di andare a conoscere altri popoli, vorrei che fosse il più aperta possibile mentalmente. Mi auguro che possa avere unaccoglienza come quella che io ho avuto qui in Italia grazie ad alcune persone meravigliose.

Per integrarsi bene, bisogna rispettare e studiare la cultura locale, essere curiosi, avventurosi.
Per questo è nata una storia che parla di avventura, di accoglienza, di stima per gli immigrati: tutto quello che vorrei che la mia bimba avesse come sue caratteristiche, e che magari potesse condividere con la figlia di Iolanda.

Tutto è iniziato da una chiacchierata tra me e Iolanda nel 2016 sul fatto di disegnare qualcosa a mano per poter dare vita a una storia divertente da lasciare alle nostre bambine come nostro ricordo. Era solo un pensiero che ci era venuto in mente nei nostri tanti incontri, ma che ha preso velocemente corpo.

Un po’ alla volta abbiamo scritto la storia della vita di mia figlia, che, ogni anno, seguiva i suoi genitori nei viaggi in Brasile per andare a trovare i parenti, ma anche per farle conoscere quella che è la sua città natale, il suo Paese di origine e la cultura che esso esprime. Iolanda era d’accordo perché rappresentava molto anche la vita di sua figlia, che nutriva sempre molta curiosità per questi posti lontani, spesso sconosciuti, dove vivevano bambini in difficoltà e bisognosi di aiuto.

Il progetto è così nato, e non molto tempo dopo avevamo scritto e illustrato un libro. Iolanda ha strutturato la bozza e ci siamo dette: “Perché no? Perché non presentare il nostro lavoro a una o più case editrici per vedere se può essere interessante la nostra storia? E così è stato. Iolanda si è presentata alla casa editrice “Il Ciliegio” e ha trovato una persona molto disponibile ed empatica che ha capito che la storia messa in un certo modo poteva essere interessante.

L’idea principale era di insegnare alle nostre bimbe ciò che ci caratterizzava: ovvero questa specie di “fiamma” che ci porta ad aiutare il prossimo, che Iolanda ed io siamo due persone diverse, ma che possiamo felicemente convivere ed imparare l’una dall’altra. Volevamo sottolineare l’importanza di essere gentili con gli altri, indipendentemente dal fatto che siano conosciuti o meno. Desideravamo tirar fuori quell’energia che tutti hanno dentro, ma che spesso non esprimono.

Abbiamo scelto di raccontare e rappresentare la storia di un’ape con le ali a forma di cuore, le antenne e tutto il resto (tutti simboli di diversità) per poter mostrare alle nostre bimbe che è possibile essere degli esseri umani migliori.

Non sappiamo cosa riserverà loro il futuro, ma crediamo che sia giusto educarle in questo modo: lasciando impressa, in un libro per bambini, tutta la bellezza di imparare a convivere con le differenze, senza pregiudizio e senza volere nulla in cambio. Spiegando che è possibile scoprire il mondo senza rimanere chiusi nel proprio Paese di origine. Ci piace pensare che il mondo del futuro possa essere di tutti, privo di barriere: come è oggi Internet (se usato a fin di bene), che ci dà l’opportunità di aiutare e avvicinare i popoli della Terra. Le barriere dividono, ci ricordano la razza delle persone rimarcando le differenze, mentre dovremmo pensare che siamo tutti esseri umani diversamente uguali”, con i propri bisogni e diritti essenziali.
Perché un’ape?

Abbiamo trovato nell’ape un veicolo perfetto dei nostri valori, che oltre a produrre il miele dalle proprietà terapeutiche, è un insetto così prezioso per noi e anche per la salute dei bambini e del pianeta.

L’ape è una grande lavoratrice, attivissima in società, nata per il lavoro di squadra. Ha un innato rispetto per il prossimo. Le api si aiutano a vicenda e alcune storie di questi incredibili insetti dovrebbero essere prese come esempi: si pensi a quelle api che per qualche motivo arrivano all’alveare sporche di veleno, le “amiche” si impegnano a ripulirle velocemente per non farle morire e per non contaminare l’alveare. Un lavoro di famiglia, di equipe.

Inoltre l’ape è persistente, paziente… insomma: è un insetto speciale, molto intelligente.
Nella vita operosa e altruistica delle api, sempre in viaggio, abbiamo voluto trovare delle analogie con la vita di tanti bambini che oggi sono divisi tra due Paesi; che quando possono vanno a trovare i parenti lontani e respirano un’aria spesso molto diversa dal Paese che li ospita.

Oppure quei piccoli che hanno due case perché i loro genitori non stanno più insieme, e così, seppur in modo diverso, portano avanti due piccoli mondi paralleli che devono coesistere nella loro vita.
“Quanto gli piace avere due case” due nazioni, due lingue, amici e parenti dalle due parti... Nonni di qua e di là.

Scrivere questo libro è stato un modo per riuscire a spiegare il perché dei nostri spostamenti tra Brasile e Italia con tanti bagagli e sacrifici.

Ed è così che nasce La vita dell’apetta Linda: avventura, buon cuore, ma anche divertimento e spensieratezza. L’obiettivo è vivere bene e cogliere i bei momenti del presente e quelli che si presenteranno in futuro.

A volte mi chiedo: “Perché sono qui, in Italia?”, e la risposta è: “Perché ho avuto la fortuna di conoscere persone d’oro che mi hanno aiutata in momenti difficili”. Momenti che ogni straniero può vivere in un Paese che non è il suo; lontano dalla sua famiglia e dalle diverse abitudini.

La stessa Iolanda, è una di queste persone che mi ha aiutato con la sua generosità. Ho imparato molto da lei, in questi anni di amicizia. Ci conosciamo dal 2006. Il libro è stato un sogno realizzato. La volontà quella di lasciare il mio nome qui, in Italia, dove vivrò per tanti anni della mia vita, segnando il mio passaggio in questa terra. Devo tutto questo all’insistenza della mia amica Iolanda Monacelli e al sostegno della casa editrice Il Ciliegio.

Infine vorrei ringraziare mio marito Gabriele Trapella, perché lui ha rifatto il libro da capo per poter essere così com’è: lo ha ridisegnato tutto a computer. Se non ci fosse stato lui, non saremmo mai riuscite a ottenere la qualità grafica che abbiamo ottenuto.


Iolanda Monacelli, nata a Modena, diplomata in Grafica pubblicitaria e fotografia, lavora come grafica freelance.

Liliane Laemmle laureata in Disegno industriale, ama da sempre realizzare anche illustrazioni per bambini. Dal 2003 vive tra il Brasile e Reggio Emilia.

09/11/18

Le Edizioni Il Ciliegio a New York con Lucia Cannone


Lucia Cannone, curatrice della Collana stART, ha rappresentato Il Ciliegio a New York; ospite della Fiera del Libro Italiano e Bilingue.

di Lucia Cannone

Lo scorso 2 Novembre si è tenuta a New York, la prima Fiera del Libro Italiano e Bilingue  presso l’Istituto Italiano di Cultura sito 686 Park Ave. Si tratta della prima fiera del libro Italiano e bilingue (da un’idea dell’Ufficio Educativo del Consolato Generale d’Italia, in collaborazione con Elisa Conigliaro, giornalista scientifica, e IACE (The Italian American Committee on Education), un’organizzazione non-profit basata a New York e fondata nel 1975 con il fine di promuovere lo studio della lingua e della cultura italiana negli stati dell’area di New York, New Jersey and Connecticut. L’evento dedicato alle ultime novità in fatto di pubblicazioni, ebook, in Italiano per stranieri e bilingui (Italiano/Inglese) per le scuole primarie, e secondarie di primo e secondo grado è rivolto agli insegnanti di italiano. Le case editrici presenti erano: Alma Edizioni, Edilingua Edizioni, Editoriale Scienza, Edizioni IlCiliegio e Le Monnier/Mondadori Education.
Due autori, specializzati rispettivamente in arte contemporanea e scienze, hanno presentato le loro pubblicazioni agli insegnanti e ai dirigenti scolastici provenienti dai diversi stati: Washington, San Francisco, Boston e New York con un workshop. Sono stata una dei due autori a rappresentare la Casa Editrice Il Ciliegio con la Collana stART: i volumi bilingui per bambini dai 5 ai 9 anni in dedicati all'arte contemporanea.
L’altro autore presente è stato Matteo Farinella, che ha presentato il libro “Benvenuti a Cervellopoli”, edito da Editoriale Scienza: un libro per bambini dai nove anni di divulgazione scientifica che descrive il funzionamento del cervello.
Ho trovato molte affinità con Matteo, da una parte la sua formazione scientifica (dottorato in neuroscienze e la mia in ingegneria), l’altra la passione comune per il disegno e la scrittura e non ultimo e importante l’obiettivo di rendere accessibili a tutti argomenti come la scienza nel caso di Matteo, e l’arte nel caso dei miei volumi. Arte e Scienza sono due argomenti solo apparentemente lontani (Einstein scrisse: “Tutte le religioni, le arti e le scienze sono rami dello stesso albero…”).
Attraverso il mio workshop ho avuto il piacere di parlate del progetto della Collana stART, centrando l’attenzione sull’obiettivo ambizioso che Il Ciliegio si prefigge, ovvero quello di contribuire, attraverso l’arte, alla nascita della coscienza morale, civile ed etica dei bambini, introducendo concetti come: la capacità di riconoscere il proprio ruolo e la propria unicità all’interno della società; l’importanza di sviluppare una propria coscienza e di comprendere ciò che appare e ciò che è diverso da noi. Ho dunque spiegato che i bambini di età compresa tra i cinque e i dieci anni, età alla quale è rivolta la collana, cominciano a esercitare una propria coscienza e a definire un loro ruolo all’interno della famiglia, della scuola e del mondo. È dunque un momento importante per imparare a capire quali sono i propri confini, quelli degli altri, il rispetto per la diversità e l’apertura a quest’ultima. 
Attraverso la Collana stART si vuole avvicinare i bambini alla complessità del mondo degli adulti. I nostri bambini hanno oggi accesso a moltissime informazioni e prima rispetto a quanto avveniva un tempo. È importante dunque che gli adulti abbiano coscienza di ciò.
Ho anche spiegato il motivo della scelta di scrivere i libri in italiano e in inglese ovvero l’intento, non secondario, di dare l’opportunità di insegnare la lingua italiana o viceversa la lingua inglese a quelle famiglie dove il bilinguismo è presente. Ho anche spiegato che la Collana è un progetto dinamico ed è da leggere e utilizzare per costruire ogni volta qualcosa di nuovo con noi stessi e con i nostri figli: quando sono molto piccoli aiutandoli a cogliere le situazioni più vicine alla loro sfera emotiva, quando sono più grandi lasciando che siano loro stessi a cogliere direttamente e in maniera più profonda sfumature sempre nuove. Ho dunque concluso il mio intervento con la proiezione delle immagini di alcuni laboratori che ho tenuto. Molto bella ed emozionante è stata la proiezione delle immagini di alcuni disegni realizzati dai bambini a file laboratorio. Questo è sempre un momento molto intenso perché è la prova tangibile che l’arte come la musica sono due linguaggi universali che possono unire abbattendo tutte barriere.
Il progetto è stato accolto con entusiasmo ed è stato manifestato un interesse a utilizzare i volumi della Collana stART nei corsi di lingua italiana di alcune scuole di New York. La Fiera del libro Italiano e Bilingue per le scuole è stata dunque un’iniziativa molto interessante e un’opportunità che ho accolto con molto entusiasmo. Sono molto felice che i miei libri abbiano superato i confini nazionali.
Vorrei chiudere il mio racconto della meravigliosa esperienza nella Grande Mela con un immagine dell’opera di Yayoi Kusama scoperta passeggiando tra le strade di New York e che mi ha reso felice! 




 Lucia Cannone nasce a Canosa di Puglia, vive a Torino. Dopo il conseguimento della laurea in Ingegneria si trasferisce in Spagna e poi in Portogallo, dove lavoro per una multinazionale. La sua carriera artistica comincia con il disegno a china su carta. Si dedica adesso alla ricerca dei materiali, realizzando installazioni. Partecipa a fiere internazionali. Con Edizioni Il Ciliegio ha pubblicato, per la Collana stART: Il metodo Abramovic per i bambini (2017); Il mio nome è Banksy (2017); Il paese delle meraviglie di Yayoi Kusama (2018); Il mondo al contrario di Anish Kapoor (2018).

13/07/18

Vedere, ascoltare, annusare, toccare, gustare: I sensi spiegati ai bambini attraverso una collana di libri


Edizioni Il Ciliegio propone una collana curata e ideata dallo scrittore Dino Ticli e dall'illustratrice Daniela Giarratana. Si tratta di una collana particolare che si rivolge ai bambini dai tre ai sei anni e che esplora il mondo dei sensi. In questo articolo l'illustratrice e l'autore ci spiegano il progetto.



Come è nata l’idea della collana sui sensi?
DANIELA GIARRATTANA: «Conobbi Dino Ticli e mi propose di realizzare delle illustrazioni per un albo illustrato che parlava dei sensi. Disegnai le prime tavole e le mostrammo alla casa editrice “Il Ciliegio” durante la fiera della piccola e media editoria a Roma. Piacque il progetto e da li parlando non l’editore si pensò a dividere in albi illustrati ogni senso per realizzare una collana diversa sui sensi.»
Che tipo di libri sono? 
DANIELA GIARRATTANA: «Sono albi illustrati.»
Quanti ne sono stati realizzati finora? 
DANIELA GIARRATTANA: «Sono stati realizzati quattro libri che rappresentano i quattro sensi: VISTA, GUSTO, OLFATTO E TATTO.»
A quali lettori sono rivolti? 
DANIELA GIARRATTANA: «La collana è rivolta a bambini molto piccoli dai due anni ai sei anni Bambini che non sanno leggere ma che possono giocare con i colori e le forme.»
Come avete fatto a conciliare i sensi legati al tatto o al gusto con un libro? E gli altri sensi?
DANIELA GIARRATTANA: «Ho pensato di realizzare delle illustrazioni diverse. Mi piaceva l’idea di dar “forma” a un senso, di giocare con i contrasti cromatici o sulle forme che si ripetono. Ogni senso, all’interno del libro, è diviso a sua volta in piccole storie autoconclusive e questo si nota anche nell’illustrazioni che si muovono a coppia.»

DINO TICLI: «I sensi ci permettono di percepire il mondo attorno a noi. I bambini, da neonati, partono nella loro scoperta utilizzando il gusto, l’olfatto, il tatto e poi l’udito. Solo intorno all’anno vedono bene praticamente come i grandi. Chi non ha presente l’immagine dei piccoli che mettono in bocca tutto ciò che trovano: stanno conoscendo l’ambiente in cui sono stati catapultati.
Con il passare del tempo, però, noi adulti diamo uno spazio preferenziale alla vista, prendendoci cura dei nostri “cuccioli” tendiamo a trascurare l’educazione all'uso degli altri sensi, che inconsciamente riteniamo scontati e secondari. Ecco allora l’idea di questa collana, rivolta ai bambini dai due ai sei anni, con l’intento di far loro prendere coscienza della varietà delle percezioni che ogni giorno provano e fornire loro anche le “parole” per descriverle e comunicarle.
Morbido, ruvido, caldo, bruciante… quante sensazioni ci procura il tatto. E come può esser un odore, un gusto, un suono? I volumi, partendo dalle esperienze quotidiane, come una passeggiata in un prato o una carezza a un piccolo animale, vogliono dunque divertire e nello stesso tempo aiutare genitori, nonni e educatori a far percepire il mondo con tutti i cinque sensi.
Con belle e significative immagini sono già stati pubblicati quattro volumi. Di prossima uscita quello relativo all'udito.»




Daniela Giarratana è nata e vive a Bari; illustratrice freelance, partecipa a mostre, seminari, laboratori creativi ai quali spesso si dedica nel ruolo di organizzatrice. Ha ideato “La Puglia racconta”, un’associazione culturale di illustratori che organizza workshop, mostre ed eventi artistici.








Dino Ticli vive a Lecco, dove insegna scienze in un liceo. Si è laureato in Scienze geologiche presso l'università degli Studi di Milano, con approfondimenti in campo zoologico e botanico. Collabora con un museo di storia naturale per il quale ha curato esposizioni e guide. Fin dal 1986, scrive testi per ragazzi. La sua produzione spazia dai romanzi, ai testi teatrali, alla divulgazione scientifica, lavori per i quali ha ricevuto riconoscimenti e premi. Ha partecipato a numerosi festival di letteratura per l'infanzia e tiene incontri e conferenze in tutta Italia.